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Le Testimonianze della nostra Storia
Scritto da Carmine F. Petrungaro   

Le Testimonianze della nostra Storia - È una giornata fredda. Decido di uscire dalla routine e faccio la mia solita escursione ai margini del borgo di Campana, in provincia di Cosenza. Percorro il vecchio selciato e avanzo lentamente lungo il resto di muraglia dell'antica Kalasarna. Devo fare molta attenzione: folate di vento di tramontana mi spingono, fino a farmi quasi perdere l'equilibrio. Ecco la porta, si rivela così: poco a poco, man mano che avanzo. Vederla con la neve dell'ultima ondata di freddo è tutt'altra cosa. Ruderi, rovine e catapecchie nelle terre di Campana, parlano di un grande passato storico, ma soprattutto antico: a Campana ormai, siamo abituati a parlare di "Giganti di Pietra" in località Incavallicata, come se tutta la nostra storia fosse stata inchiodata al quesito del detto sito. Tutto qui? Bè, nel nostro territorio c'è ben altro da conoscere.

Nei dintorni del paesello sono stati rinvenuti cocci e vasi greci, muraglie e tesoretti monetali di epoca brettia e, sono presenti testimonianze romane, bizantine ed altomedievali. Sono dunque molti i luoghi della storia che, si possono visitare nel territorio del nostro Comune. Purtroppo, ancora non vi è neanche un solo museo che ne raccolga le vestigia. Quali sono dunque (oltre alle Pietre dell'Incavallicata) i luoghi e le testimonianze della nostra storia, sui quali focalizzarci, da scoprire, da vedere all’aperto e poter osservare da vicino? Risposta: L'Erto dell''Eternità e la sua omonima porta. Credetemi, ne vale la pena, anche solo per la vista mozzafiato sul canyon. Al ridosso dell'antica porta vi è il sito in cui sorgeva la piccola cappella bizantina della Trinità, di forma quadrata che, oggi non esiste più e i suoi resti sono ancora visibili accanto al selciato, a pochi metri dal precipizio. Dal nome "Trinità" dell'antica cappella, deriva il nome "Eternità", oggi in uso nel gergo popolare dei Campanesi. Vedi "Erto dell'Eternità" e "Porta dell'Eternità". Non esistono testimonianze storiografiche dell'epoca nella quale è avvenuto il cambiamento del suo nome. L'antica mulattiera ai giorni d'oggi è sempre più soggetta a forte erosione e al dissesto idrogeologico. Il vecchio selciato si snoda a serpentina fino all’ingresso del borgo medioevale dell’antica Kalasarna. In antichità era l'unica via di comunicazione che collegava Kalasarna con il mondo esterno. Costeggiando il fiume Nicá, si arrivava sulle foci e ai mercati della costa. Di qua passarono mercanti, contadini, donne con cesti e barili sulla testa, allevatori, mandrie di capre e animali da soma. Per i Campanesi la sua importanza era tale, da soprannominarla "la strada statale 106 di Campana". L'insediamento urbano, oggi centro storico di Campana, nel momento della sua massima gloria, era circondato da poderose mura, con un perimetro di circa 1,5 km, fra le quali si aprivano tre porte di accesso e su cui s’innalzavano ben 5 torri, di cui ai giorni d'oggi ne sono rimaste solo due: una circolare, detta torre dell'orologio, forse di epoca angioina o aragonese, e l'altra, di forma quadrangolare, detta torre normanna. Oggi, delle mura osserviamo quel che rimane: la Porta dell'Eternità e un breve tratto di circa 50 metri, al ridosso di essa, sulla sommità del cocuzzolo.

Mi allontano in silenzio, accompagnato solo dal canto del vento di tramontana, cercando di immaginare il passato di questo resto di muro. La Porta e l'Erto dell''Eternità sono una testimonianza del nostro passato e come tale dovrebbero essere non solo ricordati, bensì trattati. Considerando lo stato attuale di questo luogho, direi che è giunta l'ora di fare delle valutazioni che, diano atto a manutenzioni e riqualificazioni significative, visto che sono trascorsi ben 14 anni dagli ultimi lavori effettuati in maniera concreta, all'epoca sotto il Sindaco Pasquale Manfredi.

[Carmine F. Petrungaro] 


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